giovedì 15 agosto 2019

First International Mail Art Manifesto (Umbrella, November 1982)

First International Mail Art Manifesto ("Umbrella", November 1982)

Romano Peli - FIRST INTERNATIONAL MAIL ART MANIFESTO, signed by 24 mailartists (Umbrella, November 1982)



Il 1° MANIFESTO internazionale della Mail Art ( originariamente in Italiano ed Inglese --> https://cdo-mailart-archives.blogspot.com/2019/08/manifesto-internazionale-della-mail-art.html ) venne in seguito ri-pubblicato e tradotto, come riportato in "MAIL ART: AN ANNOTED BIBLIOGRAPHY", by John HELD Jr. - The Scarecrow Press, Inc., Metuchen, N.J., & London, 1991  :

 - Romano Peli e Michaela Versari - "International Mail Art Manifesto" in "Post Arte", Mexico, December 1982, Italy

- C.D.O. "Primer Manifiesto Internacional de Arte Correo" in "ODOS : Revista de Arte Correo" N.N. Arganaraz, Montevideo, URUGUAY, 1984

- Andrej TISMA - "Prvi Medjunarodni Mail-Art Manifest" in "Omladinska Iskra" (Iugoslavia), 15 aprile 1987 (trad. in serbo-croato del manifesto di Romano Peli, 1986)


La vera storia della Mail Art - di Romano Peli, 2014

La vera storia della mail art, di Romano Peli, Italia 2014

Fotografia tratta da una mostra di Mail Art organizzata dal C.D.O. di Parma

È un nuovo linguaggio artistico creato con il mezzo postale e che si fa cassa di risonanza, allargava linguaggi già storicizzati come la minimal art, il futurismo, il fluxus, la poesia visiva, visuale, concreta e sonora, la polipoesia. Nasce l'arte per corrispondenza.

Lo storico mailartista Romano Peli negli Archivi Internazionali del C.D.O. di Parma

Il critico americano Ed Plunket titolava nel 1962 “New York Correspondence School of Art” tutto il lavoro che l'artista americano Ray Johnson svolgeva per corrispondenza fin dagli anni '40; e precisamente dal 1943 come documenta il  “North Carolina Catalogue”. Nasceva in questo modo la Mail Art, subito sostenuta dagli artisti statunitensi. Friedman, Banana, Zach, Gaglione, Mew, Hit, Mollet, i quali a loro volta coinvolgevano gli artisti sud americani Vigo, Zabala, Marx e più tardi gli artisti europei Peli, Versari, Ferrò. Ma era Ray Johnson a capeggiare questi costruttori della nuova forma d'arte e a dare ad essa grande forza propulsiva. La “mail art” si sviluppava così in modo sorprendente essendo (anzi risultando) la forma d'arte più libera e democratica al mondo. Nella mail art possono esservi inclusi certi influssi popartistici, di arte minimal concettuale, strutturale e di poesia visiva, visuale e concreta di polipoesia. Affidati alla macchina postale internazionale, i linguaggi della Mail Art brulicano sul pianeta Terra invadendo spazi inconsueti e inimmaginabili all'arte, trattandosi di prodotti artistici precari e a volte effimeri appunto come l'arte postale, modificando addirittura l'uso delle normali comunicazioni. Sfruttando questa cassa di risonanza, la mail art favorisce il diffondersi delle idee, i confronti culturali e i modi di vivere e sentire l'arte e la vita. Da uno scambio diretto iniziale tra artista e artista si è passati negli anni alla divulgazione dei linguaggi della mail art, che consistono nel creare delle personali comunicazioni artistiche spesso rivolte a strati più larghi di popolazione.

C'è il linguaggio quotidiano, tolto di peso da quello corrente dei mass media, con le conseguenti e prevedibili implicazioni di sdoppiamento e smarrimento... ma c'è anche il linguaggio documentaristico, espressivo, propagandistico., dove si sviluppa una forte tendenza verso un linguaggio politico (antinucleare, pacifista, non violento) né quello epistolare o catenistico (catene vere e proprie di gruppi di nome ai quali inviare il proprio messaggio, esportando il destinatario a non interrompere la catena pena la morte ecc.) .
Nascono così collages, poesie, lavori d'arte dequalificati, francobolli, timbri, progetti da sviluppare, richieste di scambi, convegni postali, inviti ad esibizioni, proposte di giochi, ecc. Tutta questa enorme massa di idee e realizzazioni, in parte riecheggianti le avanguardie storiche e neo, viene inoltrata attraverso le normali vie delle poste internazionali, treni, navi aereo, camion, bicicletta, ecc. contrastanti verso entrambe. In ogni modo si può sostenere che le radici storiche della Mail Art sono il coagulo di determinati movimenti, tendenze artistiche: principalmente tre sono state le aree della sua provenienza: il fluxus, la New York Correspondence School, il Nouveau Realisme. Ma non sono da escludere residui di linguaggi che in qualche modo si richiamano al Lettrismo, al Dadaismo e al Futurismo. Non  occorre però credere che si tratti di arte spedita per posta, ma invece di arte creata per mezzo postale, il quale non rimane estrinseco all'operazione di linguaggio, entrando anzi nella stessa sua struttura.

Michaela Versari del C.D.O. di Parma

Di conseguenza a tutto ciò in Italia gli artisti Romano Peli e Michaela Versari si assumevano la responsabilità (con autorità) di divulgare e far conoscere la mail art con tre grandi operazioni artistiche: nel 1977 un convegno postale intitolato “First International Postal Encounter Art Worker of the Visual Communications”, da Parma; nel 1978 C. D. O – Parma Mail Art (Comunicazioni Postali) da 26 Paesi del mondo, in collaborazione con il comune di Parma, dedicata agli artisti trentini Schmid e Senesi scomparsi tragicamente il 15 Aprile 1978; da Mantova una grande esibizione internazionale ospitata nella casa del Mantegna con 400 lavori di Mail Art, video, diapositive, collage, libri, riviste e performance fatti e inviati per posta da 140 artisti di 28 Paesi comprensivi di un dibattito internazionale su 13 comunicazioni postali. Intanto nel mondo proseguiva “Spazial Poem” dell'artista giapponese Mieko Shiomi. Ma è nella Biennale Internazionale d'Arte di Venezia che si registra la prima presenza ufficiale della Mail Art con una chiamata della Svizzera a Romano Peli, Michael Versari, Antonio Ferro e al filosofo Mario Perniola. Nel frattempo dalle file degli artisti che vanno per la maggiore emergono personaggi come Beuys, Ben, Brecht, Filliov, Spoerri, Andersen interessati dalla Mail Art. A seguire i francesi Daligani, Amiard, Thenot, Forest, Blaine, Roualdes, Fischer; degli olandesi Carrion, Huisman, DE Rook, Summers; dell'australiano Terry Reid; dei Belgi Van Geluwe e Bleus; del canadese Trace; dei cecoslovacchi Klivar e Büchler; dei danesi Olsen, Andersen e Lomholt; dei salvadoregni Choen ed Escobar; del finlandese Malen; dei polacchi Bzdok, Ryszard, Petasz, Rypson e Partum; dei tedeschi Anker, Staek, Rehfeldt, Machert, Kalmann, Richter, Hann; degli spagnoli Pino, Mata, Pagnin, Medina, Cristobal, Figueres; degli svedesi Nakaima e Lundadabank; degli svizzeri Bailly Armleder [Arhleder?], Fiorentino, Bottinelli, Shill, Maidan, Ross; degli inglesi Smith, Scott, Crozier, Bradley, Wilson, Orridge [Oaridge?], Crowcroft e Maine; degli austriaci Gruber, Kaufmann ed Erti. Della Mail Art si occuparono per lungo tempo giornali, riviste sia nazionali che internazionali e principalmente il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Il Giornale di Sicilia, L'Espresso, La Gazzetta di Parma, L'Europeo, La Voce Repubblicana, Il Resto del Carlino, L'Avanti, L'Unità, Quest'arte, Bolaffi Arte, Flash Art, Parma Mese, La Gazzetta di Mantova, Artes Visuales (Messico), Bulletin Mensuel Centre Pompidou, Parallelogramme, Il Globo, Commonpress (Polonia); Umbrella (Usa); Ovum (Sud America); Fandangos (Lussemburgo); la Rai. Gli artisti che in Italia hanno praticato la Mail Art vanno da nomi prestigiosi a nomi semisconosciuti, ma tutti conosciutissimi nel circuito della Mail Art: Miccini, Minarelli, Patella, Verdi, Diotallevi, Andrade, Pretoliani, Gallingani, Goldoni, Perfetti, Spatola, Cavellini, Niccolai,Pachetti, Biasci, Baroni, Lusignoli, Mesciulam, Maggi, Frangione, Battisti, Simoni, Maldini, Xerra, Tacchella, Castalso [Castaldo?], Mansoni, Pignotti, Peli, Becciani, Versari, Danon, Ronchi, Rossi, Talpo, Raponi, Venuti, Chiarantini, Franceschi, Pedrotti, Discalzo, Gini, Petruccelli, Casali, Bedeschi, Turco, Grassi, Adalgiso, Postal, Romeo, Corsini, Stagnaro, Rosamilla, Fontana, Fiorentini, Tondi, Ermini, Luigetti, D'egidio, Marino, Salvia, Mancini, Da Riz, Conti, Scirpa, Pedicini, capuano, Da Rosa, Maffei, Lizio, Chiarlone, Bini, Zito, Bettineschi, Binga.
Molti di loro si sono dedicati a creare francobolli, archivi, mostre, riviste, timbri, libri.
Importantissimo il ruolo del C. D. O.  di Parma, diretto da Romano Peli e Michaela Versari italiani, il primo spazio in Italia aperto al pubblico con mostre, performance, ecc.

Oggi, come 12 anni fa, ancora la stessa domanda si affaccia sulla storia dell'arte: quale futuro per la Mail Art? In qualche modo si può dire che è “facebook” ad essere in prima posizione per sostituirsi ad essa. Potrebbe però prefigurarsi un diverso (ma più improbabile) futuro: la conversione della Mail Art nell'arte ufficiale e la sua collocazione in posizione storica di estrema neoavanguardia o extramedia, ma anche di allettante “pozzo” di idee da immettere sul mercato e nelle gallerie d'arte, con la pubblicazione del 1° manifesto internazionale della arte postale (giungo 1982 Mail Art) Romano Peli e Michaela Versari del C. D. O. Di Parma (Italia) fecero assumere alla stessa una importanza storica notevole. Il manifesto pubblicato in 500 copie in inglese e in italiano su carta fluorescente controfirmato da 24 mail artisti di varie nazioni fece il giro del mondo. Ecco i nomi dei firmatari: Graciela Marx (Argentina) Guillermo Deisler (Bulgaria), Anna Banana (Canada), Daniel Daligand (Francia); Klaus Groh (Germania); Robin Crozier (Inghilterra); Michael Scott (Inghilterra); Vittore Baroni, Alfredo Casali, Achille Cavellini, Giovanni Fontana, Mino Lusignoli, Eugenio Miccini, Enzo Minarelli, Romano Peli, Lamberto Pignotti, Michaela Versari per l'Italia; Ulises Carrion (Olanda); Vanna Salati (Svezia).

Romano Peli

Romano Peli nel 1976

Firme, in occasione di un incontro sulla Mail Art a casa del Prof. Mario Perniola, filosofo allora docente di Estetica all'Università di Salerno - Morlupo (Roma) 1976

Mail Art: Ray Johnson e lo storico C.D.O. di Romano Peli e Michaela Versari

Dall'America all'Italia, verso il mondo...

RAY JOHNSON NOTHING (U.S.A.) - Omaggio a Ray Johnson, ottobre 1979 - Mail Art Space, 18° Esibizione Internazionale - C.D.O. di Parma

"Homage to Ray Johnson" (Michaela Versari, October 1979)

C.D.O. - Mail Art - Parma, anni '70-'80

Timbro del C.D.O. Mail Art Archives di Parma, 1980

Mantua Mail '78 - 140 mailartisti di 28 paesi (copertina del catalogo dell'Esibizione internazionale di Mail Art a cura del C.D.O. di Parma)

Mail Art - Identikit 1978

Arte postale in arrivo...in Svezia, dal C.D.O. di Parma

Romano Peli - Aree e tempi di ricerca del Suo lavoro. Motivazioni

Romano Peli - C.D.O., Parma

Esistiamo perché comunichiamo... Spargete la voce - C.D.O., Parma 1982

Happy New Year with Mail Art - C.D.O., Parma 1979

Lista dei mailartisti presenti nel C.D.O. Archivi Internazionali Mail Art di Parma nel 1979

Mail Art Italia-Giappone '79 - C.D.O., Parma (Italia)

Mail Art Italia-Giappone '79

C.D.O. - Comunicazioni visive - Mail Art, Parma 1980

C.D.O. Mail Art, Parma

Lo storico mailartista Romano Peli

MAIL ART ed altri scritti: 1977/82 - di Romano Peli & Michaela Versari (C.D.O.)

PROFILE: C.D.O, Parma (Umbrella, 1981)

PROFILE: C.D.O., Parma (Umbrella, March 1981)


Video sulla Mail Art ed il C.D.O. International Mail Art Archives (1981-82)


Romano Peli parla della Mail Art (1982)



C.D.O. Mail Art Archives & Enzo Minarelli - Parma, 1981 (Part One)


C.D.O. Mail Art Archives & Enzo Minarelli - Parma, 1981 (Part Two)


Nascita e vita della Mail Art - Romano Peli, 1984

"Nascita e vita della Mail Art" - di Romano Peli (D'Ars, 1984)











mercoledì 14 agosto 2019

Manifesto Internazionale della Mail Art - International Mail Art Manifesto (Parma, 1982)

Ecco il testo d'un documento artistico di rilevanza storica: il 1° MANIFESTO INTERNAZIONALE DELL'ARTE POSTALE / 1st INTERNATIONAL MAIL ART MANIFESTO (scritto da Romano Peli, edito nel giugno del 1982 dal C.D.O. e controfirmato da 24 mailartisti delle seguenti nazioni: Argentina, Bulgaria, Canada, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Olanda, Svezia e Sati Uniti d'America) 

1° Manifesto Internazionale dell'Arte Postale - 1st International Mail Art Manifesto, scritto da Romano Peli ed edito nel 1982 dal C.D.O di Parma

C.D.O
Centro Documentazione Organizzazione - Comunicazioni Visive / Mail Art
Via dei Farnese, 9 - Parma (I)
Tel. (0521) 30739



- Italiano -

1962/1982: New York - Parma

1° Manifesto Internazionale dell'Arte Postale in occasione della ricorrenza del ventesimo anniversario della nascita a New York della "THE NEW YORK CORRESPONDECE SCHOOL OF ART" fondata a New York dall'artista americano Ray Johnson.

Mailartisti di tutto il mondo! La Mail Art ha compiuto vent'anni!
Era l'anno 1962 quando a New York l'artista americano Ray Johnson fondava la "The New York Correspondence School of Art"; una scuola che, come afferma Thomas Albright nel numero del 13 aprile 1972 della rivista "Rolling Stone", "... è composta solamente dal suo capo, l'artista-collagista Ray Johnson e da uno statuto...concretamente però essa racchiude centinaia di persone-artisti, critici, attori di cinema che hanno ricevuto posta da Johnson e/o gli hanno scritto...".
Oggi, nell'anno 1982, rendendo omaggio a Ray Johnson ed alla "The New York Correspondence School of Art" intendiamo affermare alcuni importanti punti che distinguono la mail art da tutte le tendenze artistiche passate e presenti:

1) La Mail Art è una forma di Comunicazione che può essere inviata ad una o più persone che si rivolge cioè sia al "privato" che al "sociale". Essa è nata per contrapporsi alle noiose scuole d'arte create da mercanti, galleristi e critici, le quali hanno sempre mortificato e mortificano, frenano, riducono la "ricerca artistica" al solo aspetto economico.
La Mail Art, man mano che si sviluppava si è andata modificando, rispetto al suo inizio e questo per effetto dell'apporto e della cooperazione di migliaia di artisti - ribelli - che hanno fatto di essa un nuovo mondo artistico, culturale e sociale.

2) Il metodo usato dalla Mail Art (che è un poco anche il suo linguaggio) è quello del "Blitz" quotidiano: colpire con il missile postale a testata "Fantasia - Ilarità critica" la scempiaggine, l'ipocrisia, l'eresia, l'idealità, l'ideologia, l'anarchia, il costume, la patria, la religione, la politica partitica, il consumismo culturale, manipolando tutti i materiali prodotti dall'impero tecnologico compresi i suoi linguaggi persuasivi, totem e tabù.

3) La tecnica della Mail Art è quella del collage, della fotocopia, del timbro, del francobollo personale, del lavoro/intervento sulla busta postale, della scrittura manuale, della macchina da scrivere, del ciclostile, e dell'uso di tutti quei materiali circolanti di cancelleria, autoadesivi pubblicitari o privati, etc.

4) Il veicolo della Mail Art è il meccanismo delle poste internazionali, scoperto come cassa di risonanza negli anni '60, con tutte le sue disfunzioni, crisi e precarietà.

5) Gli scopi della Mail Art (già in buona parte raggiunti) sono quelli di costruire un "Circuito internazionale di artisti parallelo a quello dell'arte ufficiale" con un suo proprio "territorio" di identificazione culturale e sociale, a volte anche interagente con quello occupato stabilmente dall'arte ufficiale (ma solo per necessità strategiche), con la funzione di stimolo e supporto immaginativo al processo storico della ricerca di una qualità della vità corrispondente a "reali" bisogni liberati dall'aspetto religioso imperante del consumismo di massa culturale e sociale.

6) Il linguaggio della Mail Art scaturisce da una miscela multiculturale per cercare di rapportarsi, vivere e cavalcare il contesto culturale emergente e non inscatolato per i supermarket della cultura insieme a quello, e sempre più spesso da qualche tempo, costruito dai poeti visivi e sonori, con i quali si intrecciano ormai scambi di sperimentazione linguistica a tutti i livelli.

7) La forza della Mail Art consiste, come si è detto, nella cooperazione internazionale e nel rifiuto di costruirsi un mercato ad hoc.
Ma soprattutto essa si determina e si fonda nella saldatura di centinaia di archivi privati sparsi un po' ovunque collegati strettamente tra loro con funzione di raccolta, conservazione, studio, analisi ma anche di "punto" di ridiffusione del fenomeno in tutto il mondo (con esibizioni, pubblicazioni, invio di documenti, spazi alternativi, etc.)

8) La Mail Art nel mondo rappresenta il grande e sorprendente aspetto culturale internazionale dell'oggi "non consumato", con le sue implicazioni sociali e politiche che si manifestano in tentativi meschini (a livello istituzionale) di ignorare il fenomeno, anzi di contrastarlo in tutti i modi (compreso il carcere e la tortura) specialmente in quei paesi a conduzione "unica" o fintamente democratici.

9) Infine il futuro della Mail Art: con l'avanzamento della tecnologia spaziale e l'immissione in orbita intorno alla terra di migliaia di satelliti artificiali per trasmissioni ed ascolto, anche la Mail Art è destinata a subire una grande trasformazione, sia dal punto di vista del veicolo (recapito/scambio/lavorazione del prodotto) sia dal punto di vista del linguaggio (riproduzione degli originali per la loro trasmissione attraverso terminal televisivi a circuito collettivo e/o privato).

- English -

1962/1982: New York - Parma

1st International Mail Art Manifesto for the 20th Anniversary of "THE NEW YORK CORRESPONDENCE SCHOOL OF ART" founded by the American artist Ray Johnson.

Mailartists from all over the world! Mail Art is twenty years old!
In 1962 Ray Johnson had the idea to found "The New York Correspondence School of Art" - It was a school, as Thomas Albright says in the review "Rolling Stone" (April 1972) "formed only by its leader, Ray Johnson himself, and by a statute... really hundreds of artists, correspondents, critics received mail from Johnson or keep in touch with him...".
Nowadays, first of all, we have to do homage to Ray Johnson and his "Correspondence School of Art", but, at the same time, declare the basic statements which make Mail Art different from the past, present, artistic trends:

1) Mail Art is a way of communication, it means conveying information to one or more persons, addressing both the "private" and the "social". Mail Art was born to oppose the boring art schools set up by art merchants, gallerists, critics which have always mortified and are mortifying, repressing, limiting the artistic search only to the economic side.
Mail Art has been developing and changing itself, this is attained by the work and cooperation from thousands of "rebel" artists who have made Mail Art, a new artistic, cultural, social world.

2) Method used by Mail Art (which is its language, too) looks like a daily "Blitz". It has to hit (by the mail rocket and its head full of "fantasy") stupidity, hypocrisy, heresy, idealism, ideology, anarchy, morals, fatherland, religion, politics, cultural market, all that is done manipulating the materials produced by the technological empire, included its hidden languages, totem and taboo.

3) Mail Art makes use of collage, photostat, seals, stamps, personal stamps, visual works on the envelopes, manual writing, typewriter, mimeographing machine, stationery articles, adhesive products & so on.

4) Mail Art spreads out through the international mail. (Its medium) which is employed as resonance box, with its crises, troubles and precariousness.

5) Mail Art aims at the construction (already reached) of an international artistic circuit which runs parallel to the official one. Mail Art has already got its own "place" where it's possible discovering its cultural, social aspects. Sometimes it can happen that Mail Art exceeds the limits, but it's only a strategic necessity.
Mail Art seriously gives a useful, fanciful, help to the historical process towards a better quality of life.

6) Mail Art's language is a multicultural cocktail able to live and understand all that is going, not to forget the language of visual, phonetic poets who often work with mailartists.

7) Mail Art is an international strong circuit, as already said, formed by an exciting cooperation, against the idea of "market". The main supports of Mail Art are hundreds of private archives throughout the world, strictly connected as they collect, assemble, keep, file, study, analyse every Mail Art work. These essential archives spreads again Mail Art works, with Mail Art shows, editions, reviews, performances, and mail dispatches.

8) Mail Art, today, is a great, surprising phenomenon, not yet used up, directly linked to social, political elements, in spite of poor attempts to ignore it, (at least, in Europe) or to oppose it, even with prison and torture when dictatorship is governing.

9) The future of Mail Art: the progress of space technology and orbiting thousands artificial satellites will certainly change Mail Art both as a medium (address, exchange, working) and as a language (reproduction of the original works through video terminals and computer).


Argentina: GRACIELA MARX; Bulgaria: GUILLERMO DEISLER; Canada: ANNA BANANA; Francia: DANIEL DALIGAND; Germania: KLAUS GROH; Inghilterra: ROBIN CROZIER, MICHAEL SCOTT; Italia: VITTORE BARONI, ALFREDO CASALI, G. ACHILLE CAVELLINI, GIOVANNI FONTANA, MINO LUSIGNOLI, EUGENIO MICCINI, ENZO MINARELLI, ROMANO PELI, LAMBERTO PIGNOTTI, MICHAELA VERSARI; Olanda: ULISES CARRION; Svezia: VANNA SALATI; U.S.A.: CARLO PITTORE, BUSTER CLEVELAND, BILL GAGLIONE, JUDITH HOFFBERG, TOMMY MEW.

Parma, giugno 1982